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Ricerche

1. ANATOMIA DELLA DISTRUTTIVITA' UMANA (RIVISITATA)


Dal 2005 la mia attività di ricerca comprende due tra le più allarmanti forme di distruttività del nostro tempo.

1.1 [Dal 2005 ad oggi]. Il primo progetto di ricerca concerne le condizioni politiche, culturali e religiose della violenza terroristica, le giustificazioni ideologiche e la razionalità alla base delle decisioni delle organizzazioni terroristiche, così come le credenze, le motivazioni e le dinamiche di gruppo responsabili della radicalizzazione dei militanti estremisti. I casi empirici che sono stati esaminati per quest'area di ricerca includono: a) il terrorismo suicida presente in Afghanistan, Iraq, Israele/Palestina, Libano, Pakistan, Siria e Yemen (tra gli altri), con l'obiettivo di capire se o meno questi casi siano associati a guerriglie al servizio di lotte di liberazione nazionale; b) l'uso sistematico da parte di al-Qaeda e di altre organizzazioni jihadiste di attacchi terroristici contro civili indifesi, con particolare attenzione agli attentati contro la popolazione sciita in Iraq e Pakistan; c) i profili dei combattenti e degli attentatori suicidi, in modo particolare dei militanti reclutati da al-Qaeda e dai gruppi affiliati e alleati, come nel caso degli attentatori coinvolti negli attacchi dell'11 settembre, di Londra 2005, così come dei militanti che hanno preso parte alla guerriglia irachena dal 2003 e alla guerra civile siriana dal 2011 (ad esempio, coloro che si sono uniti,  inclusi i cosiddetti combattenti stranieri [foreign fighters], all'organizzazione di al-Qaeda in Iraq, anche nota come Stato Islamico in Iraq / Stato Islamico in Iraq e nel Levante / Stato Islamico [ISIS]).

1.2 [Dal 2013 ad oggi]. Il secondo progetto di ricerca riguarda l'obiettivo di elaborare un quadro teorico ed esplicativo per una molteplicità di casi di comportamenti suicidari associati ad omicidio. Attingendo a vari studi dedicati alle basi sociali della personalità e ai processi micro-sociali che favoriscono comportamenti violenti, questa linea di ricerca è diretta a comparare diversi tipi di carattere sociale e modelli di devianza connessi alla distruttività e all'auto-distruttività di killer suicidi in diverse circostanze delle società contemporanee: non solo nella realtà della violenza politica e religiosa - come nel caso del jihanismo transnazionale - ma anche nei contesti delle sparatorie nelle scuole (che si registrano con una certa frequenza negli Stati Uniti) e sui posti di lavoro e, non ultimo, nelle situazioni della violenza che  colpisce la sfera  intima e familiare. Per questo, in aggiunta ad un esame del terrorismo suicida [contemplato dal progetto al punto 1.1], la mia attenzione è ulteriormente rivolta agli omicidi-suicidi in Europa e negli Stati Uniti, con particolare attenzione ai familicidi seguiti da suicidi (intendendo con familicidio l'uccisione del partner e di almeno un figlio o figlia). A questo proposito, dal 2013 sto conducendo un'indagine sui familicidi in Italia dal 1992 ad oggi, al fine d'identificare i principali profili dei killer e, sulla base di approfondite analisi del loro background biografico, le motivazioni tipiche e i processi relazionali responsabili dei loro comportamenti violenti.

2. UN'ANALISI SOCIOLOGICA DELL'ESPERIENZA DEI SOPRAVVISSUTI AL SUICIDIO


[Dal 2015 ad oggi]. Con Deborah Fraccaro (Dottore di ricerca in Sociologia presso l'Università di Trento e l'Università di Parigi-Sorbona)

L’indagine, avviata nel 2015, considera come studio di caso la condizione dei sopravvissuti al suicidio di un proprio caro in provincia di Trento e il loro coinvolgimento nei gruppi di auto mutuo aiuto appartenenti alla rete dell’Associazione A.M.A.

Aspetti fondamentali esaminati nella ricerca

- Cerchiamo di conoscere il modo in cui i sopravvissuti percepiscono e affrontano il gesto suicida di un proprio caro, i cambiamenti della propria identità, le difficoltà che incontrano nel rapporto con gli altri, la profonda sofferenza che deriva da questa esperienza sconvolgente e le esigenze di aiuto e di sostegno che dovrebbero essere attivati nei confronti dei sopravvissuti.

- Intendiamo inoltre comprendere il contributo che i gruppi di auto mutuo aiuto offrono all’elaborazione di questo genere di lutti.

Approccio e metodo

- La ricerca si basa principalmente su un approccio qualitativo e interpretativo: l’obiettivo centrale è dare voce al modo in cui i sopravvissuti cercano di dare senso alla loro condizione e di cogliere gli elementi che condizionano le fasi principali del proprio lutto, avvalendoci per questo di una serie di interviste biografiche.

- Ci siamo basati anche sull’osservazione partecipante durante gli incontri di un gruppo di auto mutuo aiuto al fine di rilevare il potenziale psicologico e sociale di questa forma di sostegno.

L’intero progetto di ricerca è stato gentilmente approvato dall’Associazione A.M.A. Assistiti dall’Ufficio Legale dell’Università di Trento, gli autori della ricerca hanno adottato appositi accorgimenti finalizzati a tutelare la privacy delle persone coinvolte nell’indagine e a garantire il loro anonimato. Sia le interviste che l’ascolto durante gli incontri del gruppo considerato sono subordinate ad autorizzazioni firmate dai sopravvissuti che ci hanno generosamente concesso di conoscere le loro testimonianze su momenti tanto difficili della loro vita. La ricerca non riceve alcun fondo da nessuna fonte di finanziamento.

Relazione sintetica della ricerca (si prega di citare come indicato)

Fraccaro, Deborah e Domenico Tosini (2018), 'L'esperienza dei sopravvissuti al suicidio: una ricerca sulla provincia di Trento - relazione sintetica', Università di Trento, maggio 2018 .

Contatti

Per maggiori informazioni sulla ricerca, è possibile rivolgersi ai seguenti recapiti:

Domenico Tosini - Università di Trento – Via Verdi 26 – 38122 Trento; Tel. 0461-281324; domenico.tosini@unitn.it oppure domenico.tosini@gmail.com

 

 

 

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